Reblog: Il Western di Lonesome Dove e Meridiano di sangue a confronto.

di Tommaso Pincio [Questo articolo è uscito su «Alias»] Il 1985 fu un anno miliare per l’America delle lettere. Fu difatti in quell’anno che Bret Easton Ellis debuttò con Meno di zero. E fu ancora in quell’anno che Don DeLillo raggiunse la maturità con Rumore Bianco. E fu sempre in quell’anno che videro le stampe…

via Western e letteratura. Lonesome Dove di Larry McMurtry — Le parole e le cose

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Spam costruttivo: Un racconto sui margini del fiume

In questi giorni di riprese attività e pessimi sonni, anche io alle prese con la terribile domanda che attanaglia gli scrittori “E adesso? Cosa succede?” (cit. Neil Gaiman), interrompo il silenzio per proporvi di fare un giro dalle parti di Penne d’Oriente, un blog di WordPress che ho seguito da un paio di mesi e che si sta rivelando una bellissima sorpresa.
Oltre alle recensioni di proposte letterarie che vengono da lontano (Cina, Giappone, Corea) la blogger, Sara, ha iniziato anche a pubblicare i suoi racconti: e sono bellissimi.
Andatevi a leggere il suo  Silenzio sulla riva del fiume.

Il vagabondo del manga: Igort e i suoi Quaderni Giapponesi.

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Oggi vi parlo di un volume da poco disponibile in libreria. Come credo di aver già detto, le recensioni che riesco (un po’ rocambolescamente) a scrivere scaturiscono quasi sempre da incontri “personali” con il libro o con il suo autore. In questo caso posso dire di essermi davvero e fatalmente imbattuta in questa bellissima graphic novel che mi aspettava in cima a una pila odorosa di carta e inchiostro, un po’ a sinistra sul bancale delle novità editoriali.
Non era l’unico in bella mostra, certo, ma mi ha attirato per il titolo e per il disegno del dragone che contorna a destra la copertina di un bel verde scuro.

Il titolo non poteva non accendere la mia curiosità: Quaderni Giapponesi vol. 2- Il vagabondo del manga (che, premetto, è seguito e ampliamento del primo e omonimo volume uscito nel 2015; in ogni caso io l’ho letto come a sé stante, dato che il sottotitolo è così ben nascosto che ancora non l’ho scovato, e anche così è perfettamente godibile).
L’ho preso in mano aspettandomi, a dire il vero, una delle molte pubblicazioni scritte da moderni guru del “ritrova te stesso in paesi lontani”. Nel retro di copertina sono stata però accolta dagli sguardi di una serie di volti, fra i quali ho riconosciuto quello ormai familiare di Yasunari Kawabata, premio Nobel 1968, uomo mite e profondo la cui scrittura mi ha conquistata e per certi versi cambiata.

Ho dischiuso le pagine alla ricerca del mio amato Yasunari: la stampa, come orgogliosamente specificato nelle note finali sotto uno splendido ritratto di Miyamoto Musashi, è stata impressa a colori su carta Arcoprint della Fedrigoni, grammatura 1.40, di un caldo color avorio. La consistenza del materiale e il profumo di bambù e di riso che sprigiona a contatto con l’inchiostro sono un valore aggiunto di questa bella edizione in brossura, pensata dall’autore e realizzata per i tipi di Oblomov Edizioni (di cui vi consiglio il sito non solo per le proposte e per il progetto editoriale, ma anche per il puro piacere di ammirarne la grafica).
Il prezzo del volume in libreria- diciannove euro- non è eccessivo, vista la spesa media per una graphic novel e la cura editoriale nel fare di questo libro quanto di più simile a un quaderno di viaggio, tuttavia in quel momento non potevo assolutamente permettermi di acquistarlo e così l’ho mentalmente aggiunto alla lista delle Cose Bellissime Che Comprerai Con il Tuo prossimo Stipendio.
Magicamente, però, qualcuno che mi vuole bene ha pensato di regalarmelo prima e così, quel giorno stesso, ho potuto portarlo a casa nella sua bustina.

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