Le mutande di Biancaneve: i racconti di Andrzej Sapkowski

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Ho appena finito (per la seconda volta) Il Guardiano degli innocenti e, anche dopo una seconda lettura, continuo a pensare che, almeno in Italia, Andrzej Sapkowski, non sia famoso quanto merita.

Qualcuno ha sentito parlare della fortunatissima (e bellissima) saga videoludica The Witcher?
Beh, sappiate che sto parlando del papà di Geralt di Rivia, lo strigo che ne è il protagonista.

Lo scrittore polacco esordisce nel lontano 1986 con una serie di racconti, la cui pubblicazione sulla rivista settoriale Fantastyka si protrae fino al 1990.
Nel 1990, i primi cinque racconti vengono pubblicati in un’edizione che circola solo in Polonia e viene tradotta in ceco, Wiedźmin (Lo strigo).
Di questi cinque, quattro racconti vengono estrapolati e inseriti dentro una cornice narrativa (La voce della ragione): sono Lo strigo, Un briciolo di verità, Il male minore e Una questione di prezzo, al quale vengono aggiunti Il confine del mondo e L’ultimo desiderio.
Così nasce la raccolta che, in Italia, conosciamo come Il Guardiano degli Innocenti, pubblicata nel 1993 e tradotta da noi nel 2010 dalla sempre benemerita Editrice Nord. Continua a leggere Le mutande di Biancaneve: i racconti di Andrzej Sapkowski

Il lettore alla porta. Ovvero, di carta, penna e tastiera.

Scrivere su carta o su editor di testo?
Cambia qualcosa? O è solo questione di gusti e di comodità?

Lo spunto per questo articoletto nasce mentre navigo su Torre di Carta, il forum di scrittura al quale sono iscritta, dove un utente ha aperto una discussione in merito.
Mi piace chiacchierare e scambiare idee e, naturalmente, mi sono messa subito a digitare la mia risposta…per accorgermi poi che, effettivamente, c’era molto altro che avrei voluto dire.
Non tanto (o non solo) osservazioni personali, che sono e restano arbitrarie: quello che stava uscendo dalla mia tastiera era piuttosto una riflessione su come il mezzo cambia il rapporto di un autore con la sua scrittura.
Ovviamente, non ho la pretesa di affermare verità universali; se vi vi va, però, vi dico la mia, e resto in ascolto per sentire soprattutto cosa ne pensate voi.

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