A Yoshi- 5. Fiordaliso

[segue da A Yoshi-4. Bucaneve e conclude una serie di 5 racconti brevi]

Questa settimana sono passata al monastero per portare dei biscotti a Jikan.
L’abate è malato della sua solita allergia. Se può, se ne sta in disparte e non si fa vedere da nessuno. Ho portato un barattolo di unguento anche per lui: nella borsa ho infilato un biglietto con le istruzioni per i suffumigi. Spero che non sarà troppo testardo e che li farà.
Ho trovato Jikan con i piedi nudi immersi nello stagno più piccolo: dragava il fondo con un cucchiaio ma non mi ha voluto spiegare perché.
Dalla sponda vedevo le sue magre caviglie che affondavano nell’acqua: ho notato che si è un po’ gonfiato. Sotto di lui si muoveva riflesso l’orlo della veste, rimboccata con negligenza dentro i pantaloni.
– Con che denti li mangerò, vorrei sapere?- ha detto. Era chino sull’acqua e per questo si era fatto tutto rosso: di bianco gli era rimasto soltanto il sorriso sdentato.
– Che fortuna che mi siano venuti morbidi!- ho risposto.
Dentro di me lievitavano la tua voce e l’immagine delle tue mani: eri seduto sull’orlo della branda, con un cesto in grembo, e mi dicevi: “a volte gli frullo la verdura. Tiene molto ai denti che gli sono rimasti, così cerchiamo di fargli cibi morbidi e gli diciamo che preferiamo la verdura passata per non farlo sentire vecchio”.

Quando Jikan è uscito dallo stagno, zampettando come un’anatra, perfettamente a suo agio, l’acqua gli sciacquava mollemente intorno. Non si è neppure preoccupato delle alghe e delle foglie morte che gli erano rimaste fra le dita e sul dorso dei piedi.
Ci siamo seduti sui massi in riva allo stagno: si tergeva la fronte con il polso e il cucchiaio gocciolava sulla sua guancia sudata. Ora la barba gli ricresce più ispida e più bianca.
Mentre mangiavamo i biscotti nella quiete prima di mezzogiorno, mi ha additato una pianta.
– Quello è fiordaliso- ha biascicato. Briciole di biscotto gli scappavano fra i denti e cadevano ai nostri piedi.
Ho avuto l’impressione che la pianta fosse molto importante: l’ho capito da come la guardava.
– Sembri affezionato a quei fiori.
– Oh, sì. Sì, molto- ha aggiunto dopo un poco.
– Li ha portati un visitatore dall’Europa e li abbiamo piantati qui in giardino, io e Yoshi. Non sapevamo nemmeno se sarebbero sopravvissuti ma le piante sono più forti degli uomini. Si sono adattati bene.

Le api ronzavano sui fiordalisi e qualcosa si muoveva dolcemente nello stagno. Il rumore di Jikan che masticava i biscotti mi ha cullato per un altro po’ sotto l’azzurro del platano.
Prima di andare via ho toccato il fiordaliso.

FINE

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