Your name di Makoto Shinkai: i divini tessitori

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Locandina italiana di Your name, nuovo film d’animazione di Makoto Shinkai.

Il 24 gennaio, a sera, nella mia città pioveva.
Una pioggia leggera, ma insistente: ci siamo bagnati tutti, in quei 10 minuti di strada fra casa e il cinema.
La sala era piccola e la gente più di quella che ci aspettavamo.
Tutti ragazzi giovani, amici o coppie.
Sono entrata nervosa, stanca e infreddolita: sono uscita scossa, ma felice, proprio come aveva promesso il regista Makoto Shinkai nel piccolo video di presentazione in cui ringrazia di cuore il pubblico italiano per essere venuto a vedere il suo ultimo film.
In patria, il film di animazione giapponese Your name (Kimi no Na wa) è stato un successo.
Un trionfo che nessuno si aspettava.
Voglio parlarvene brevemente, spoiler-free, come si conviene al film: raccontando l’esperienza che è stato il vederlo.

La magia inizia da subito: se lo andrete a vedere, e vi consiglio di farlo perché sarà nelle sale ancora stasera e domani (qui per l’elenco dei cinema in cui vederlo) resterete senza fiato davanti a un comparto grafico di straordinaria bellezza.
Mitsuka e Taki sono due ragazzi della stessa età, ma con vite molto diverse: lui è studente di giorno e cameriere di sera in un locale di Tokio, lei frequenta il liceo nella cittadina di Itomori, piccola comunità montana sospesa fra lago e incontaminate foreste, in cui si nascondono santuari di antichi dei. Lui è super-organizzato, lei sogna una città in cui trovare negozi di libri e caffetterie.
Pur tanto diversi, i due si scoprono a scambiarsi nel sonno- o, forse, nella realtà.
Così, Toki sperimenta la vita del tempio shinto in cui Mitsuha aiuta la nonna e la sorella minore a mantenere vivo il culto delle divinità locali e le tradizioni di filatura.
Così, Mitsuha deve imparare a interpretare la parte del ragazzo con colleghi e compagni di scuola, destreggiandosi nella frenetica vita della capitale.

E così, Hitoha, la nonna di Mitsuha, continua a venerare Musubi, il dio tessitore del tempo e degli incontri, e a tramandare l’esile storia di Itomori, che ha perduto tutta la sua storia in un grande incendio.
Almeno fino a quando la trama si dipana: solo allora Mitsuha e Toki si rivelano per quello che sono.
I veri “divini tessitori” della storia- la loro, quella dei loro cari, la storia del mondo.
È questo il cuore di Your name: l’idea che la trama della realtà e dei destini sia fatta di fili intessuti dal dio, e che l’uomo compia il rito più sacro quando incontra il suo simile, ed intesse con lui rapporti di compassione. Rapporti di amore.
La regia non fa che rafforzare l’idea di un grande arazzo che si va delineando attraverso il sovrapporsi di minuscoli fili.
Piccoli particolari, un punto di vista che segue il mutare dei corpi e degli occhi attraverso i quali i protagonisti vedono il mondo.
Scintillii improvvisi del sole su un una rotaia; porte scorrevoli di vagoni metropolitani, di case di campagna; specchi; comete millenarie che solcano il cielo del Giappone.
Ogni scena mi ha fatto sentire come se fossi anche io a Tokio e ad Itomori.
Ma, invece di mostrarmi la storia dall’interno, come se fossi una spettatrice capitata per caso al fianco di Toki e di Mitsuha, ecco: io mi sono sentita a volte l’uno, a volte l’altra, ed è stato come se anche io cambiassi corpo con loro, e vedessi le cose con i loro occhi.

La premessa del film è che, per ognuno di noi, là fuori c’è qualcuno di importante da incontrare.
Io, quel qualcuno, ce l’avevo accanto durante la proiezione del film; ma, attraverso tutto Your name, non ho mai smesso di pensare a quanti incontri più o meno felici ho fatto nella mia vita.
Ho ricordato com’era sentirsi incompleti, e non sapere dove fosse nascosto il pezzo mancante.
Davanti allo schermo, ho incontrato di nuovo la me del passato e il suo senso di incompletezza, e mi sono detta che non solo mi mancava un compagno, allora, ma ero io che mancavo a me stessa.
Così, Your name è diventato un po’ la mia storia: la storia di qualcuno che cerca l’altro, anche quando il primo altro di cui non sa il nome è lui stesso.

Per questo vi consiglio di vederlo, in sala o appena il dvd sarà disponibile al pubblico (prevedibilmente, secondo Amazon UK, dal 30 ottobre 2017).
Perché resterete sorpresi a scoprire che c’è sempre qualcuno che non avete ancora incontrato per davvero, e che potrebbe cambiare la vostra vita.
Anzi: la vita dell’universo.

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