25 dicembre 1863

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David Teniers, Two drunkards

– Sei un vigliacco, ecco quel che sei!
– E piantala un po’! Sarai bravo tu. Risparmia il fiato e pensa a correre.
Un bambino. Un bambino, Cristo santo.

Chi si fosse avventurato nella campagna di Marionsville, durante la fredda alba del 25 dicembre 1863, si sarebbe probabilmente imbattuto in una strana coppia di individui piuttosto male in arnese che, ora correndo, ora quasi ruzzolando nella neve, attraversavano i campi in direzione opposta al centro abitato.

Chi erano quei due, dite? Beh, per saperlo dobbiamo tornare alla mattina precedente, quando Barnaba Awkwings e Thomas “Slant” Swartzburg, due ladruncoli di poca rinomanza e ancor minor fortuna, avevano raggiunto Marionsville dalla vicina St. Andreas.

Conoscevano bene la zona; sapevano che, quella sera, la gente l’avrebbe passata in Chiesa ad aspettare la mezzanotte. La guerra aveva svuotato le case per cui, tranne qualche vecchio infermo lasciato a sonnecchiare nel suo letto, il resto della popolazione sarebbe stata troppo presa dalla funzione per accorgersi di loro due.

Il piano era semplice: si trattava intrufolarsi nelle abitazioni e ripulirle, ma con discrezione.
Prima o poi, la brava gente di Marionsville avrebbe iniziato a notare delle strane sparizioni:
Sempre troppo tardi, comunque: ormai, loro sarebbero stati a miglia e miglia di distanza, al sicuro da ogni sospetto, probabilmente intenti a bersi un bicchierino alla salute dei loro ignari benefattori.

Si erano mantenuti relativamente sobri per tutto il 24, cosa che, con quel freddo, e viste le loro abitudini, rappresentava per entrambi un notevole sforzo, nonché un’inconfutabile prova della loro coscienza professionale.
Il tempo non era dalla loro ma, con un po’ di pazienza, avevano aspettato rannicchiati al riparo nella boscaglia sopra il crinale, riuscendo così ad evitare gran parte della pioggia.

Verso l’orario stabilito, i sensi acutizzati dalla fame e dal freddo pungente, erano scivolati giù verso la cittadina e si erano avvicinati alle prime case.
Una, in particolare, era parsa loro molto promettente, grazie alla sua posizione defilata verso la campagna e ad un piccolo ingresso di servizio, che non era stato difficile forzare.

La casa era vuota; chiunque l’abitasse non possedeva molto, ma c’era comunque qualche gingillo che poteva fare al caso loro.
Alla fine, sapevano accontentarsi: una bella bevuta ed un letto caldo in un’osteria senza pretese, né più né meno, non avevano altre aspirazioni; alla fine, era Natale anche per loro, che diamine!

Qualcosa, però, era andato storto.
A un certo punto, avevano sentito un gran frastuono provenire dal paese.
C’erano schioppettate, gente che urlava: insomma, una gran confusione.
Le tasche gonfie di cianfrusaglie, si erano avvicinati a una finestra per capire cosa diavolo stesse succedendo e, bang!, per poco Barnaba non ci rimetteva la testa per una fucilata che aveva fracassato il vetro (e poi i vasi sopra il caminetto).
Non avevano indagato oltre, naturalmente: si erano limitati a darsela a gambe dal retro, via nella campagna innevata.

Solo “Slant” si era voltato a guardare: se la notte non fosse stata nera come l’inferno, forse Barnaba l’avrebbe visto impallidire ma, al momento, non gli interessava altro che mettersi la pellaccia in salvo.

Avevano corso, e corso, e poi ancora corso.
Ogni tanto si fermavano a rifiatare nella neve; poi, ricominciavano.
Avevano passato così tutta la notte, finché non avevano più sentito sparare.
A essere onesti, però, non sapevano se era per via della distanza, o perché ormai erano morti tutti.

A un certo punto, “Slant” si fermò, la neve fino a mezzo stinco.
– Avremmo dovuto avvertire qualcuno- ansimò.
– Sì, per farci beccare. Tanto non avremmo potuto fare niente!
– Questo non lo sai- mormorò l’altro.
– Beh, sei ancora in tempo. Da quella pare c’è Tahallabee. Vai a dare l’allerta, se hai il coraggio.
– Sì che ce l’ho, il coraggio; sei tu, quello che se la fa sotto.- Scusa tanto, se non voglio finire i miei giorni appeso ad una forca!

“Slant” guardò il suo vecchio compagno, risentito. Fino al giorno prima gli avrebbe dato ragione, certo, ma questa volta era diverso; e poi, lui non aveva visto… non aveva visto e basta, si disse, scuotendo la testa come per scacciare via il ricordo.
Ma non ci riuscì.
– Tu non capisci! – sbottò- Erano nordisti! C’era una donna incinta, le hanno sfondato la pancia con una fucilata; ho visto il bambino dentro, Barnaba. Il bambino, Cristo santo!

Barnaba non fece una piega; invece, si lasciò andare a sedere su un masso.
– Chi muore giace; chi vive si dà pace- bofonchiò con aria torva- Faresti meglio a impararlo, prima o poi.
– Può darsi.
– Ci diranno che li dovevamo avvertire prima; ci ammazzeranno!
– Non mi importa. Ho visto quel che ho visto. Avremmo dovuto farlo prima- giunse la voce attutita di “Slant”; si era girato nella direzione di Tahallabee e procedeva risolutamente nella neve.
– Slant! Ehi, dico, Slant!- Barnaba balzò in piedi- Non avrai intenzione…?
– Stammi bene, vecchio mio. Io mi sono stufato di questa vita. Per una volta, voglio fare il mio dovere di patriota.

Barnaba lo guardò allontanarsi di qualche metro: era sempre stato il più testardo di loro due, ragionò, e forse, gli rincresceva ammetterlo, il migliore.
Tirò fuori qualcosa dalla tasca.
– Aspetta, vecchio mio!- gridò.
L’altro si bloccò.
– Prenditi almeno un po’ di whiskey!

Slant si girò. Era rosso in faccia per lo sforzo, ma sorrideva.
– Tienilo tu. E stanotte, fatti un goccio alla mia salute- gli rispose.
Fu l’ultima volta che Barnaba Awkwings vide il suo amico.

Chissà che fine ha fatto, mi ha detto l’altro giorno.
Già, chissà.

Avvertenza: Questa storia è l’ottava di una serie di nove fra flashfic e one-shot che partecipano all’iniziativa Christmas Game di Fanwriter.it.
Cliccate per la storia precedente e per la prima storia, 24 dicembre 1863, che costituisce il sequel di questa!

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