Capistazione

Il ragazzo della stazione, quello mingherlino,

Non si era mai sentito tanto

Solo.

Sai, vedere i treni sfrecciare

Camminare, vigilare,

I fischi

Dei capistazione, o come si scrive,

Ti fa sentire solo, l’unico coglione

Fermo,

Dentro questo calderone. Ai passeggeri,

Per il loro comfort, non si può spiegare,

E a casa

Meglio lasciar stare. Era solo come un treno

Quando sospetta che lo vogliano spedire

In demolizione.

“La mia battaglia, vedi” diceva mormorando

Alla vettura di serie seicentoquarantatre

È un sasso

Che cade dentro il mare; una piccola cosa

Che fa poco rumore, e al mare farà

Il solletico.

Ma per il sasso, per il sasso cambia tutto:

Vorrebbe dire al mondo: ho inventato il mare!

Invece ha appena il tempo di affondare”.

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